Timorasso
La riscoperta del Timorasso ha come caposaldo la ricerca estrema nel vigneto con l'obiettivo di ottenere uve integre e molto concentrate. Questa scelta è quasi obbligatoria in quanto quest'uva, da sempre difficile da gestire, deve essere curata con particolare attenzione per ciò che riguarda la gestione della vegetazione e le rese per ceppo.
Il Timorasso sa regalare sorprendenti potenzialità aromatiche ed è ricco di norisoprenoidi ovvero profumi che si formano già nelle uve ma che si esprimono nella loro completezza nei vini bianchi d'età. La notevole struttura e una tensione acida importante contribuiscono ad esaltare toni minerali non usuali nei bianchi italiani.
Il colore giallo paglierino, nitido e di media intensità, limpidissimo. I profumi sono di indubbia eleganza, composti intensi, giocati su toni floreali e rimandi freschi e minerali.
In bocca è fresco, sapido, piacevole e franco, equilibrato e vivace nello sviluppo, senza peso né corpo superiore, ma con passo sicuro e da grande ricordo.
A livello aromatico quest'uva, avente gli acini difformi, dà una ricchezza aromatica che si esprime in tutta la sua completezza da circa diciotto mesi dopo la vendemmia. La permanenza in bottiglia favorisce una evoluzione per alcuni anni; la tenuta all'invecchiamento, a questo punto, diventa una caratteristica che può contribuire in pochissimo tempo a dare al Timorasso la giusta connotazione con una ristorazione sempre più alla ricerca di prodotti capaci di esaltare i loro capolavori di cucina.
Il Timorasso è oggi considerato alla pari degli altri vitigni che coltivo; l'impegno è di farlo inserire nelle migliori carte dei vini, non come "bestia rara" ma come ambasciatore di territorialità, autenticità, personalità e cultura di ciò che viene proposto al consumatore attento.
Il Timorasso è il vitigno a bacca bianca più interessante e promettente di una regione a tradizione "rossista" come il Piemonte.
All'inizio degli anni Novanta l'opera di qualche tenace viticoltore del Tortonese ha salvato da sicura estinzione questa varietà che ha grandissime doti di invecchiamento e qualità organolettiche davvero interessanti.
L'UVA DEL TIMORASSO
Sinonimi: Timuassa, Timorazza, Marasso, Dolce Verde
Origine Storica: Vitigno Autoctono Tortonese diffuso fin da epoche remote nei circondari di Tortona e Novi Ligure. Riferimenti sicuri si hanno da De Maria e Leardi e quindi dal Rovasenda "uva bianca buonissima"
Zona di Coltivazione: nella provincia di Alessandria, tradizionalmente accentrata in zona Val Curone, Val Grue, Val Scrivia e Val Borbera
Caratteristiche del Vitigno: foglia media quinquelobata, lembo liscio involuto, nervature alquanto sporgenti con tomento vellutato. Grappolo medio abbastanza compatto, allungato, piramidale, spesso alato. Acino medio, sferoide, disuguale, buccia pruinosa un po' spessa e consistente
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