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Timorasso

La riscoperta del Timorasso ha come caposaldo la ricerca estrema nel vigneto con l'obiettivo di ottenere uve integre e molto concentrate. Questa scelta è quasi obbligatoria in quanto quest'uva, da sempre difficile da gestire, deve essere curata con particolare attenzione per ciò che riguarda la gestione della vegetazione e le rese per ceppo.
Il Timorasso sa regalare sorprendenti potenzialità aromatiche ed è ricco di norisoprenoidi ovvero profumi che si formano già nelle uve, ma che si esprimono nella loro completezza nei vini bianchi d'età. 
Il colore E’ giallo paglierino, nitido e di media intensità, limpidissimo. I profumi sono di indubbia eleganza, composti, intensi, giocati su toni floreali e rimandi freschi.
In bocca è fresco, sapido, piacevole e franco, equilibrato, con note minerali e idrocarburiche, con una struttura simile ai grandi rossi.
A livello aromatico quest'uva, avente gli acini difformi, dà una ricchezza aromatica che si esprime in tutta la sua completezza da circa diciotto mesi dopo la vendemmia. La permanenza in bottiglia favorisce una evoluzione per alcuni anni; la tenuta all'invecchiamento, a questo punto, diventa una caratteristica che può contribuire in pochissimo tempo a dare al Timorasso la giusta connotazione con una ristorazione sempre più alla ricerca di prodotti capaci di esaltare i loro capolavori di cucina.
Il Timorasso è la punta di diamante della produzione; l'impegno è di farlo inserire nelle migliori carte dei vini, non come "bestia rara" ma come ambasciatore di territorialità, autenticità, personalità e cultura di ciò che viene proposto al consumatore attento.
Il Timorasso è il vitigno a bacca bianca più interessante e promettente di una regione a tradizione "rossista" come il Piemonte, grazie all'opera di qualche tenace viticoltore del Tortonese che salvò da sicura estinzione questa varietà, di grandissime doti d'invecchiamento e qualità organolettiche davvero interessanti.

  

L'UVA DEL TIMORASSO

 

Sinonimi: Timuassa, Timorazza, Marasso, Dolce Verde

 

Origine Storica: Vitigno Autoctono Tortonese diffuso fin da epoche remote nei circondari di Tortona e Novi Ligure. Riferimenti sicuri si hanno da De Maria e Leardi e quindi dal Rovasenda "uva bianca buonissima"

 

Zona di Coltivazionenella provincia di Alessandria, tradizionalmente accentrata in zona Val Curone, Val Grue, Val Scrivia e Val Borbera

 

Caratteristiche del Vitigno: foglia media quinquelobata, lembo liscio involuto, nervature alquanto sporgenti con tomento vellutato. Grappolo medio abbastanza compatto, allungato, piramidale, spesso alato. Acino medio, sferoide, disuguale, buccia pruinosa un po' spessa e consistente

 

 

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